lunedì 3 ottobre 2011

Esperimento: Carla Gozzi's portrait

Grafite, acquarello e ritocchi digital
Grafite e digital

Da qualche tempo seguo un canale in tv, mentre cucino, che, tra tutto il marasma televisivo, mi sembra offra un tipo di intrattenimento senza pretese didascaliche, né volgarità gratuite. Sicuramente lo conoscete, è Real Time. Ovviamente non seguo tutto per motivi di tempo e di altri interessi a cui mi dedico. Una trasmissione dai toni sì frivoli, ma interessante nel tipo di umorismo dei conduttori (e poi ammettiamolo, sarò anche animalista, ma un po' la moda mi piace) e gradevole. Non amo molto il messaggio che si deve essere fashion 24 ore al giorno, detto poi a me che lavoro a casa, in tuta...e il budget che loro trovano limitato, 1500 euro, per me invece vale eccome, così come per molte famiglie italiane. Ma prendiamo le cose per un attimo con leggerezza. Mi piace lo stile della conduttrice, molto esile, bon ton, quasi d'altri tempi. Le ho fatto un ritratto in duplice tecnica: quale preferite, l'acquarello tradizionale o il digitale? 

venerdì 17 giugno 2011

Insegnateci ad incassare (anche monetariamente parlando)

 E' ormai cosa nota che il disegnatore sia persona assai permalosa e con un grande ego da mantenere. L'ego si nutre di complimenti a profusione e critiche costruttive, dette con la maggior delicatezza possibile e fatte solo e soltanto con l'intenzione di rendere migliori  la vita e l'arte del disegnatore. Ma pensate che basti tutto ciò per mantenere un ego spropositato? In fondo vive di parole.
 No. Mantenere un ego è dispendioso quasi quanto una decina di amanti ossigenate che pasteggiano a uova di pesce, molluschi in estinzione e vini pregiati in bottiglia magnum e diamante nella coppa. E se poi il cibo è scarso e chiede il divorzio, il disegnatore è rovinato.

Tuttavia, la questione danaro è un tabù ancora maggiore della critica, per il disegnatore. Egli crede che, un giorno, un mecenate lungimirante e magnanimo lo sosterrà, sollevandolo dal volgare peso della quotidiana lotta alla sopravvivenza e permettendogli giorni e notti di sessioni di disegno continue e indisturbate. Il disegnatore sogna disperatamente l'arrivo del mecenate come il Messia dell'Arte che si risveglia dal lungo sonno ed esce dalla tomba, risorgendo dalle ceneri del modernariato, trasportato dai flutti su una conchiglia come la Venere del Botticelli.
Nel frattempo, vive d'aria e complimenti. E dunque non ammorbatelo con discorsi sul pagamento del mutuo, su cosa preparare per cena, su quanto saranno dispendiose le vostre prossime vacanze. Lui in vacanza non ci va, perché gli piace troppo lavorare.

martedì 7 giugno 2011

Triplo salto disegnato



Ecco a voi la quarta puntata delle confessioni di un'aspirante cartoonist e un paio di disegnini "umoristici" di accompagnamento. Enjoy!! :)